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mercoledì 13 novembre 2013

Buoni spesa per chi allatta al seno La scelta che divide gli inglesi Alle mamme duecento sterline da usare nei negozi. Il dibattito: «È diseducativa». «No, risparmiamo prevenendo le malattie»


Duecento sterline per allattare al seno. Sono duecentotrentasei euro e potranno essere spesi in buoni per i supermercati e i negozi del centro da 130 puerpere del South Yorkshire e del Derbyshire che nutriranno i loro bambini con il latte materno fino al sesto mese. Il progetto pilota è dell’Università Sheffield con la collaborazione del governo e ha lo scopo di cambiare l’approccio all’allattamento al seno nelle aree più depresse dell’Inghilterra. Qui le ragazze non solo si vergognano di allattare fuori di casa, ma anche in casa, per paura di attirare l’attenzione su una parte del corpo così esposta ad attenzioni di tipo sessuale. La notizia, che compare sulla stampa inglese dal Guardian alla Bbc , ha scatenato un dibattito interno, alimentato da chi considera diseducativo dare dei soldi per fare una cosa naturale come nutrire il proprio figlio. Eppure non è la prima volta che il governo dà degli incentivi per correggere comportamenti scorretti, dal fumo all’abuso di cibo. L’esperimento sulle mamme, che se funzionasse sarebbe esteso su scala nazionale, non nasconde però esattamente il desiderio di aiutare chi ha appena partorito.
IL RISPARMIO -Il Sistema sanitario nazionale risparmierebbe 40 milioni di sterline grazie agli effetti positivi dell’allattamento, che vanno dalla diminuzione di problemi come asma e allergie, al miglioramento delle difese immunitarie e delle capacità visive, oltre alla prevenzione sulla madre per quel che riguarda il tumore al seno. Se si pensa che nelle zone in cui è in corso il programma soltanto una donna su quattro sta ancora allattando al seno alla sesta-ottava settimana rispetto alla media nazionale del 55 per cento, si capisce perché medici e funzionari siano interessati a portare a termine questa sperimentazione. Per le verifiche ci si affiderà alla autocertificazione e ai controlli delle ostetriche del posto. 
IN ITALIA - Eppure questo tipo di incentivi non dovrebbero sorprendere. «In Italia al limite te li danno per comprare il latte in polvere», commenta Angela Giusti, ricercatrice dell’Istituto superiore di sanità, referente per quel che riguarda i dati sull’allattamento a seno. Dice: «I veri aiuti andrebbero dati per non lasciare sole le mamme. Ho lavorato per due anni in Francia e avevo 300 euro al mese per ciascuno dei miei quattro figli, oltre all’aiuto domestico. Continuare a lavorare, per me, è stata una scelta». Lamenta la mancanza di un dato unico nazionale, perché non ci sono i finanziamenti pubblici per fare un sistema di monitoraggio serio su questo tema. Dall’ultima indagine Istisan risulta che a pochi giorni dal parto il 91,7% delle italiane e il 90,1% delle straniere allatta al seno. Il quinto Rapporto della Convenzione sui diritti dell’infanzia (2012) calcola che al momento delle dimissioni quelle che nutrono il neonato con il proprio latte superano l’80 per cento. Ma cosa succede dopo? Succede che le percentuali crollano. Perché si torna in ufficio e non è semplice avere a disposizione un angolo tranquillo per usare il tiralatte per la poppata successiva. E malgrado le associazioni dei consumatori abbiano calcolato che il latte artificiale costi 1.200 euro l’anno per bambino, e che dunque la soluzione «naturale» sia la più economica, la maggior parte delle mamme al terzo mese del pupo è costretta a cedere alla polvere. «Che non sarà mai come il latte materno: quello artificiale è privo della componente anticorpale e del famoso bifido batterio, particolarmente prezioso per l’intestino», spiega la ginecologa milanese Stefania Piloni.
La rivista pediatrica Archives of Disease in Childwood assicura che il latte, assieme al contatto pelle-bambino, aumenta le facoltà cognitive e migliora lo sviluppo neurologico. L’Oms lo raccomanda come alimento principale fino al sesto mese. Ci sono, tuttavia, anche mamme che non riescono a produrre latte e che per questo si sentono marchiate a vita. Conclude Piloni: «L’importante è che la madre sia felice. Meglio una mamma con il biberon di una che piange mentre allatta». 

Sesso, ecco il Viagra che si scioglie in bocca: funziona in 12 minuti


Gli studi clinici mostrano che la maggior parte dei pazienti (71%) ottengono la massima efficacia entro 30 minuti. La nuova pillola blu sarà disponibile nelle farmacie dal 18 novembre
Roma, 13 novembre 2013 - A 15 anni dal suo lancio arriva il Viagra che si scioglie in bocca. Una nuova formulazione 'Viagra Oro': una pastiglia che deve essere posta in bocca, sulla lingua, e lasciata sciogliere prima di ingerirla con o senz’acqua. Si scioglie entro 30 secondi lasciando un gradevolearoma di limone. Gli studi clinici, riferiscono gli esperti nel corso di un incontro stampa a Milano, mostrano che il farmaco comincia a funzionare entro 12 minuti dall’assunzione e che la maggior parte dei pazienti (71%) ottengono la massima efficacia entro 30 minuti. La nuova pillola blu, che sarà disponibile nelle farmacie italiane dal 18 novembre, garantisce un’erezione duratura per 4-6 ore.
La disfunzione erettile può avere conseguenze importanti anche sulla donna e sulla sua salute sessuale”, dichiara Alessandra Graziottin, direttore centro di ginecologia e sessuologia medica H. San Raffaele Resnati di Milano. "Non a caso 6 donne su 10 si dicono insoddisfatte del proprio rapporto con il partner che soffre di disfunzione erettile".
La nuova formulazione, spiega Francesco Scaglione, Direttore Scuola di Specializzazione di Farmacologia Clinica dell’Università di Milano, "si può definire fast absorbing. L’assorbimento, infatti, avviene in parte nell’area pre-gastrica (bocca, faringe ed esofago) evitando così il metabolismo di primo passaggio e assicurando una maggiore biodisponibilità e un miglioramento della performance clinica".
"Senz’altro l’introduzione del Viagra (sildenafil citrato) sul mercato ha rappresentato un grande cambiamento culturale, al punto che il termine 'rivoluzione' appare assolutamente appropriato. - Spiega Giorgio Franco, Presidente Società Italiana di Andrologia - Oggi il paziente è sicuramente più incline a parlarne con lo specialista, ma anche con il medico di base, e la DE non è più vista come un tabù ma come una disfunzione curabile. A questo proposito, la nuova formulazione rappresenta una soluzione efficace, comoda e discreta".
I numeri di Viagra testimoniano l’importanza del farmaco: 3 miliardi di pillole consumate nel mondo, per 51 milioni di uomini che lo hanno assunto almeno una volta nella vita. In Italia, nel solo 2013, sono state acquistate oltre 6 milioni di compresse. Una media di quasi una pillola blu ogni due maschi italiani over40 (437 compresse ogni 1.000 uomini).
fonte Quotidiano.net

martedì 12 novembre 2013

La pipì è il combustibile del futuro


Il combustibile di domani potrebbe essere l'urina. L'idea è stata presentata ad Alghero in occasione di un convegno-mostra diLegambiente sulle innovazioni verdi. L'ultima nata contro il caro benzina, già sperimentata in varie parti del mondo, è stata perfezionata e resa fruibile da Franco Lisci, la cui azienda fa parte del polo produttivo "La Casa Verde CO2.0".
Da scarto a risorsa - Col suo progetto ha creato una variante che permette concretamente di ridurre l'uso degli idrocarburi sfruttando l'urina. Da scarto diventa risorsa, sostanza fondamentale per attivare il processo di elettrolisi per produrre energia.

Due tipi di motori - L'imprenditore Lisci ha ideato e realizzato due tipi di motori a norma di legge alimentati dall'urina. Uno serve per i mezzi di trasporto, l'altro per usi domestici, per accendere la luce, il computer, cucinare, usare gli elettrodomestici o altri impianti che vanno a corrente. Uno dei problemi tecnici legati alla formazione di condensa, è stato risolto sfruttando un filtro specifico in 100% pura lana di pecora sarda, prodotto da Edilana. Le sue proprietà sono disinquinanti e rendono possibile l'utilizzo senza danneggiare il motore. 

Uso puro illegale in Italia - Franco Lisci spiega: "Si tratta di una energia ricavata da se stessi, pulita, senza impiego di petrolchimici, biomasse, senza produrre gas di alcun tipo e considerate le minime dimensioni dell'impianto, senza consumo di suolo. L'energia prodotta dall'impianto a urina è adatta non solo per i consumi domestici ma anche per i motori di automobili, camion e barche che potrebbero usare il 100% di urina pura al posto della benzina e di altri carburanti. Tuttavia per lo Stato italiano questo uso è illegale, mentre è consentito l'uso di additivi. Abbiamo quindi realizzato dei trasformatori che consentono di usare nel motore delle automobili l'urina come additivo". 

Alte percentuali di risparmio - I risultati, a detta di Lisci, sono più che incoraggianti. "Su un'auto a benzina c'è un risparmio del 35%, su un'auto a gasolio del 60%, su auto a gas dell'80%. Un'imbarcazione o un peschereccio possono così risparmiare fino al 65% di gasolio", chiarisce l'ideatore. 

Questo ciclo produttivo sostenibile non produce scarti. "Alla fine del processo l'urina si trasforma in acqua di pozzo, acqua ricca di sostanze utili a nutrire la terra", sottolinea Daniela Ducato, coordinatrice di Casa Verde C02.0. 

Si può utilizzare anche l'urina animale. "Uso l'urina di capre e pecore per alimentare il motore in fase di predisposizione - conferma Monica Saba, allevatrice di Arbus - e produrre con energia pulita i miei formaggi e cioccolatini al latte di capra, azzerando così la CO2".

La sfida di Google Play sui film via web


L'offerta (legale) di contenuti video da acquistare via web trova un altro player protagonista. E non uno qualsiasi, visto che si tratta del gigante di Mountain View che, dalla pubblicità all'editoria, sta togliendo il sonno a parecchi. In Italia da oggi sarà possibile noleggiare o acquistare film da Google Play, l'online store di Google per il digital entertainment. Grazie all'offerta di film, che si aggiunge a quella già disponibile di applicazioni, giochi, musica e libri, Google Play diventa così a tutti gli effetti uno store completo per accedere a contenuti di intrattenimento digitali da smartphone, tablet e computer. I prezzi partono da 2.99 euro per il noleggio di film a definizione standard e 7.99 per l'acquisto, sempre a definizione standard. L'acquisto o noleggio dei contenuti digitali può avvenire attraverso dispositivi android o direttamente dal web. Nel primo caso è sufficiente accedere allo store Google Play per acquistare film da guardare in streaming immediatamente oppure in un secondo momento, dopo averli scaricati sul proprio dispositivo android, anche senza una connessione dati. La maggior parte dei contenuti è disponibile per 30 giorni a partire dalla data del noleggio e per 48 ore dall'inizio della visione. Chi invece si collega da computer può acquistare o noleggiare questi contenuti digitali attraverso la pagina web di Google Play. A partire da oggi, quindi, si potranno noleggiare o acquistare (in alta definizione o in definizione standard) i film in uscita tratti dai cataloghi dei principali studi cinematografici internazionali, come Paramount Pictures, Warner Bros, Sony Pictures Home Entertainment, The Walt Disney Company e Twentieth Century Fox. A questi si aggiungono anche titoli distribuiti dalle principali case indipendenti italiane, quali CG Home Video, Lucky Red, Eagle Pictures, BiM Distribuzione, Luce - Cinecittà, Moviemax, M2 Pictures, Dall'Angelo Pictures e Videa. Il colosso di Mountain View lancia così il suo guanto di sfida a iTunes della Apple, già sul mercato come Chili Tv o, in qualche misura, Cubovision, ma anche anticipando i tempi di un'autentica battaglia che si profila per i prossimi mesi sul fronte dei contenuti video via web. Netflix sta infatti preparando il suo sbarco in Italia. E da Mediaset a Sky i motori sono già caldi. Il Biscione già a maggio, per bocca del suo vicepresidente Pier Silvio Berlusconi, aveva annunciato un nuovo servizio: "Infinity", basato sul modello Usa di Netflix. In pratica ci sarà «un'infinita» libreria di titoli offerti on demand e senza alcun vincolo di abbonamento «attraverso tutti i possibili device». Il servizio partirà il 9 dicembre con un costo che dovrebbe attestarsi sui 9 euro al mese. Da Sky la risposta dovrebe arrivare nei primi mesi del 2014, con "River". Un'offerta legale rafforzata, dunque, per vincere il fenomeno imperante dell'illegalità dei contenuti audiovideo che corre sul web e che pesa attorno ai 600 milioni di euro (dato Fapav). Il tutto in attesa del regolamento Agcom sulla tutela del diritto d'autore online, che si sta avvicinando alle battute finali del suo percorso di confronto con gli stakeholders.

di Andrea Biondi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/Whwar

Dimagrire… respirando?

Abbiamo visto in passato diversi metodi per dimagrire piuttosto insoliti, e spesso con pericolosi effetti collaterali. Uno dei metodi di dimagrimento più curiosi (ma con pochi effetti collaterali) è la “Dieta del Respiro Lungo” messa a punto dal giapponese Miki Ryosuke.
Ryosuke è un attore che si è trasformato per caso in un vero “guru” della dieta: il tutto è nato quando ha iniziato a fare esercizi di respirazione per farsi passare il mal di schiena, e dopo alcune settimane si è accorto che stava perdendo peso: un totale di ben 12 kg in 50 giorni.

Da lì Ryosuke ha sviluppato la tecnica in modo mirato per il dimagrimento: basterebbero pochi minuti al giorno di applicazione per avere risultati, che secondo alcuni esperti sono molto meno improbabili che con altre diete, dato che di fatto la tecnica di Ryosuke non è una dieta in senso quanto piuttosto una forma di esercizio fisico.


Read more: http://notizie.delmondo.info/2013/11/12/dimagrire-respirando/#ixzz2kSRDYrSV

sabato 9 novembre 2013

Non solo gli agrumi ma anche tante verdure fresche aiutano a sconfiggere i malanni di stagione


All'arrivo dell'inverno gli italiani dimenticano quanto è importante introdurre abbastanza verdura nell'alimentazione quotidiana. A farne le spese è la loro salute, che in assenza di un adeguato apporto della vitamina C contenuta in questi alimenti è più esposta ai malanni tipici dei mesi autunnali e invernali. A puntare i riflettori sul problema è l'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, che in un'indagine che ha coinvolto circa 7.600 italiani ha scoperto che se è vero che nei mesi freddi si consumano più agrumi, il consumo limitato di pomodori, broccoli e altre verdure ricche di vitamina C non permette di soddisfare il fabbisogno giornaliero di questo micronutriente.

Conservazione e cottura: i punti deboli della vitamina C. Come ricorda Michela Barichella, esperta del Comitato scientifico dell’Osservatorio, “la vitamina C è indispensabile per il nostro organismo, che non è in grado di produrla autonomamente, per questo è molto importante essere certi di assumerne una quantità adeguata dagli alimenti”. I dati dell'indagine stimano in 143 mg il consumo medio giornaliero di vitamina C da parte delle donne italiane e in 146 mg quello degli uomini, dosi che sarebbero sufficienti a soddisfare il fabbisogno indicato dai Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di energia e Nutrienti per la popolazione italiana. Purtroppo però l'alta deperibilità della vitamina C - che può essere danneggiata dall'esposizione al sole e alla luce, da un'errata conservazione e dalla cottura - riduce le quantità realmente assorbite dall'organismo. Non solo, chi fuma deve anche fare i conti con il fatto che ogni sigaretta fumata corrisponde all'eliminazione di 20 mg di vitamina C.

I consigli degli esperti. Per tutti questi motivi gli esperti dell'Osservatorio hanno messo a punto un decalogo per aiutare gli italiani a soddisfare il proprio fabbisogno di vitamina C. Eccolo punto per punto.

  1. La frutta più ricca di vitamina C sono gli agrumi, ma ne sono ricchi anche kiwi, fragole e ribes nero: Le verdure più ricche di questo micronutriente sono invece i pomodori, i peperoni, i broccoli, la rucola, i cavolfiori, il cavolo e gli spinaci.
  2. Bisogna consumare circa 3 frutti freschi al giorno variandone il tipo e preferendo gli agrumi (arance, pompelmo, mandarini), da mangiare a fine pasto, come spuntino, a colazione, interi, spremuti o in macedonie o insalate.
  3. Pranzo e cena devono prevedere verdura fresca, da scegliere variando tipo e colore.
  4. E' meglio consumare frutta e verdure fresche: una conservazione prolungata può ridurre il contenuto di vitamine.
  5. La conservazione deve avvenire al chiuso e al riparo dalla luce; eventuali spremute o centrifugati devono essere consumati immediatamente.
  6. La bollitura estrae la vitamina C dagli alimenti. Meglio, quindi, cucinare le verdure al vapore, alla piastra o al microonde.
  7. modi migliori per consumare frutta e verdura sono a crudo o frullate.
  8. Il consumo di vitamina C può essere aumentato aggiungendo limone al tè, alla carne e al pesce.
  9. bambini e chi soffre di infezioni ricorrenti devono prestare particolare attenzione a soddisfare il fabbisogno di vitamina C.
  10. fumatori devono aumentare il consumo di alimenti ricchi di vitamina C.

Check-up sulla salute grazie ad un soffio sullo smartphone?


Basterà soffiare sul proprio smartphone per sapere lo stato di salute del nostro organismo? 
Pare di si, da una nuova ricerca che è stata effettuata dagli studiosi dell’Università siciliana di Messina. 
”Si tratta di una storia di successo di un gruppo di ricerca dell’Università di Messina che ci rende orgogliosi e ciò dimostra che quando c’è un’ eccellenza non ci sono limitazioni geografiche. 
Questa è la via che ci permetterà nei prossimi anni di affrontare la sfida della valutazione della ricerca”. 
Ad affermare tutto ciò è la professoressa Daniele Baglieri, tra le coordinatrici del progetto Safely, che, sviluppato presso l’università di Messina, porta una grande novità nel campo delle analisi. Verranno inseriti dei sensori minuscoli, quasi invisibili, sullo smartphone e tali sensori permetteranno di sapere, tramite un soffio, le nostre condizioni di salute. Insomma, una vera e propria analisi istantanea, in diretta e molto semplice da effettuare.
Il progetto portato avanti, costato 90 milioni di Euro interamente finanziati dalla Samsung, è stato guidato dai professori Giovanni Neri e Nicola Donato; un vanto certamente per l’ateneo peloritano, ma anche una novità che senza ombra di dubbio faciliterà la vita a milioni di persone in tutto il pianeta.

Mangiare cioccolato fa dimagrire. Ricerca giunge a un clamoroso risultato


Tenetevi forte! Pare che il cioccolato non faccia ingrassare, ma al contrario stimoli l’organismo a dimagrire. L’incredibile risultato proviene da una ricerca dell’Università di Granada pubblicata sulla rivista Nutrition.
Più si consuma cioccolato, infatti, più diminuiscono i grassi totali distribuiti sul corpo, e ciò indipendentemente dall’attività fisica svolta e dal tipo di regime alimentare seguito.
I ricercatori spagnoli hanno analizzato i dati di quasi 1500 adolescenti di 6 paesi europei che hanno partecipato al vasto studio prospettico Helena (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence – Stile di vita salutare in Europa attraverso la nutrizione nell’adolescenza).
Il consumo di cioccolato appare inversamente proporzionale ai grassi corporei, misurati attraverso varie metodologie, ad esempio l’indice di massa corporea, il girovita e l’analisi della ...bioimpedenza.
La ragione di questo strano e inaspettato nesso è da ricercarsi, secondo gli studiosi, nel ruolo svolto dagli antiossidanti del cioccolato, le catechine, che favoriscono un miglior metabolismo, tanto da compensare il maggior introito connesso con il consumo di cioccolato. 
Sono innumerevoli le proprietà benefichelegate al cioccolato, ma su questo punto hanno già indagato alcuni ricercatori americani che hanno pubblicato i risultati di uno studio sulla rivista Archives of Internal Medicine, dimostrando che chi mangia cioccolato almeno un paio di volte alla settimana ha un peso medio inferiore rispetto a chi lo mangia soltanto occasionalmente.
Com'è possibile? Il punto è che la classica barretta di cioccolato che ogni tanto ci concediamo andrebbe consumata non in aggiunta a ciò che si mangia abitualmente, ma in sostituzione di questo introito calorico. In questo modo, potremmo beneficiare delle capacità antiossidanti di questo cibo tanto amato che si tradurrebbero in riduzione della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo e del peso corporeo.
Nonostante il numero di calorie consistente del cioccolato, infatti, contano di più alcune sostanze al suo interno che favoriscono la perdita di peso attraverso un'azione di ostacolo alla sintesi del grasso. I ricercatori dell'Università della California di San Diego guidati da Beatrice Golomb sostengono inoltre che l'effetto benefico non è legato alla quantità di cioccolato consumata, ma alla frequenza con cui viene assaporato. Ciò sembra confermare che non conta soltanto la quantità di calorie nell'ambito di un regime alimentare volto alla perdita di peso, ma anche la loro composizione.

09/11/2013 Andrea Piccoli

Notizia trovata su italiasalute.it

giovedì 7 novembre 2013

Video: motociclista centra orso a 140 km/h


L’impatto di una moto ad alta velocità che ha centrato un orso è stato catturato in video. Un motociclista era su un’autostrada della British Columbia sulla quale voleva dimostrare le prestazioni della propria moto, e a questo scopo aveva posizionato una telecamera sul proprio casco.
La prova di accelerazione ha avuto però una conclusione drammatica ed inaspettata quando un orso bruno ha attraversato di corsa la strada: in quel momento la moto viaggiava a circa 140 km/h e il pilota non è riuscito ad evitare l’impatto.
L’uomo ha subito diverse ferite, ma non tanto gravi da mettere in pericolo la sua vita. L’orso invece si sarebbe allontanato apparentemente illeso.
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Notizia tratta da notizie.delmondo.info

Ragazza posta per sbaglio su eBay una sua foto nuda


Una giovane inglese ha compiuto una gaffe che si ricorderà probabilmente per il resto della vita, postando per errore una sua foto nuda nell’annuncio di vendita di un vestito.
La 21enne Aimi Jones voleva vendere un abito corto, e per pubblicare l’annuncio ha deciso di fotografare il vestito appendendolo ad un armadio. Ma quello di cui non si è resa conto la ragazza è che il suo riflesso era visibile nello specchio accanto all’anta dell’armadio dove era appeso il vestito, dove appariva vestita solo da un reggiseno nero, senza neppure le mutandine.
Solo dopo avere postato la foto su eBay la ragazza si è resa conto di quel che aveva fatto, o meglio: più di qualcuno ha fatto notare ad Aimi quel che era successo.
La ragazza, imbarazzatissima, ha rimosso la foto sostituendola con una “più idonea”, ma nel frattempo è diventata una sorta di celebrità, con diversi finti annunci con protagonista il vestito giallo in contesti improbabili.
Se non altro, la notorietà conquistata la ha aiutata a vendere il vestito: partito da una base d’asta di 15,99 sterline, il prezzo di vendita finale avrebbe superato le 150 sterline. Tanto che qualche utente commenta che quella della ragazza, anche se involontariamente, è stata una delle migliori campagne di viral marketing degli ultimi anni.

Notizia trovata su http://notizie.delmondo.info/

Sapete perché i Simpson sono gialli?


I Simpson sono una delle serie animate più famose di tutti i tempi, ed hanno ispirato ed influenzato generazioni. Il famoso “D’Oh”di Homer è entrato a far parte dell’Oxford English Dictionary.
Ma non tutti conoscono “i segreti” di quella che è stata definita “la famiglia più famosa d’America”. Ecco dunque alcune curiosità sui Simpson che probabilmente non conoscevate.
Perché i Simpson sono gialli? Gli animatori avevano fatto diverse prove di colori dei personaggi. Matt Groening ha scelto il giallo perché in questo modo il programma era facilmente ed immediatamente riconoscibile per chi faceva zapping tra i canali, che poteva immediatamente riconoscere i Simpson in una frazione di secondo, ed inoltre il colore poteva incuriosire chi non conosceva il programma e spingerlo a fermarsi sul canale.
C’è un film nascosto dentro ai Simpsons. Avete presente McBain, l’eroe d’azione interpretato da Rainier Wolfcastle, l’alter-ego in Springfield di Arnold Schwarzenegger? Gli spezzoni che si vedono a volte negli episodi dei Simpson, che riprendono i cliché dei film d’azione, messi insieme creano un vero film con una trama completa e coerente.
Gli alieni Kang e Kodos prendono il nome da personaggi di Star Trek. Parlando di programmi TV, forse solo Star Trek ha avuto l’influenza culturale che hanno avuto i Simpsons, che a loro volta hanno omaggiato la famosa serie chiamando gli alieni Kang (un guerriero Kingon) e Kodos (un criminale interplanetario).
La combinazione del lucchetto di Bart è una citazione degli AC/DC. In diversi episodi si vede che la combinazione del lucchetto di Bart è 36-24-36: si tratta di una citazione di Dirty Deeds Done Dirt Cheap degli AC/DC.
Nelle versioni trasmesse nei paesi arabi Homer beve soda anziché birra e salsicce egiziane di carne dato che alcol e carne di maiale vanno contro i precetti islamici.


Notizia trovata su http://notizie.delmondo.info/